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Corso per nuovi Missionari della Diocesi di Roraima - Brasile

  • Foto del escritor: Suore Pastorelle
    Suore Pastorelle
  • 20 mar 2025
  • 3 min de lectura

La diocesi di Boa Vista/RR, sempre attenta ad aiutare i suoi missionari a comprendere il profilo di una Chiesa dal volto amazzonico, offre ogni anno una formazione ai missionari che giungono per lavorare lì. Quest'anno non è stato diverso. A metà marzo (11-17), suor Eunice ha partecipato alla formazione che ha riunito 17 missionari che stavano arrivando nella diocesi per aiutare nell'evangelizzazione nello Stato di Roraima, poiché la diocesi copre l'intero Stato. Sono state giornate molto intense, con momenti di formazione teorica e sul campo.

Ogni missionario è un dono di Dio alla Chiesa. Nessuno viene in nome proprio, ma per una missione più grande. Questo Dio che ci ha amati e ci ha chiamati ci mette anche in comunione con queste persone. Indipendentemente dalla parrocchia, dall'area missionaria o dalla missione indigena di cui i missionari fanno parte, ognuno di essi è parte di una storia che abbraccia gli oltre 650 mila abitanti dello Stato, e di questi, un numero molto significativo è costituito da indigeni, circa 12 gruppi etnici. Un'unica diocesi con oltre 500 comunità cattoliche (indigeni, migranti, contadini, gente delle rive del fiume, immigrati da altri Paesi). Tutto il lavoro di evangelizzazione viene svolto in una rete comunitaria.


Abbiamo effettuato visite sul campo nella cittĆ  di Boa Vista: al Centro di Coordinamento e Interiorizzazione (CCI), al Posto di Accoglienza e Appoggio (PRA) e al Centro Consolata (della Chiesa Cattolica). Tutte queste entitĆ  sono legate all'immigrazione dal Venezuela e da altri paesi. Per darvi un'idea, tra il 2018 e il 2024, 144.503 persone hanno attraversato il confine tra Brasile e Venezuela, senza contare coloro che sono entrati illegalmente attraverso scorciatoie clandestine. Solo nel 2024 il nostro Paese ha accolto 21.802 immigrati. Questi dati provengono dal Centro di coordinamento di Boa Vista e possono essere consultati sul sito web di ricerca dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni.


Sempre in visita sul campo, ci trovavamo nel comune di Fronteira Pacaraima, al confine con il Venezuela. Anche la questione dell'immigrazione rappresentava una sfida enorme. Conosciamo l'operazione Acolhida, coordinata dall'Esercito Nazionale. Ci ĆØ stato detto che ogni giorno entrano nel Paese circa 300-400 immigrati, che vengono trasferiti in altre cittĆ  o rimangono a Pacaraima. Per darvi un'idea, oltre ai 10.000 abitanti della cittĆ , ci sono altri 10.000 immigrati che cercano di ricominciare la loro vita, fuggendo dalla fame, dalla povertĆ , dalla morte e dall'umiliazione nel loro Paese d'origine. La Chiesa sta facendo quello che può, con piccoli progetti come panetterie e piccole imprese, ma le sfide sono molte. Si verificano diverse ā€œinvasioniā€, in cui le famiglie che non hanno un posto dove andare si stabiliscono in luoghi difficilmente accessibili, sulle colline e lungo i corsi d’acqua. Immaginiamo la dignitĆ  con cui vivono queste famiglie.


Abbiamo visitato anche la missione indigena di Surumu, dove prestano servizio i Padri della Consolata. Siamo stati accolti con grande gioia e affetto. Hanno condiviso la sofferenza di vedere la chiesa e la casa delle suore che vivevano lƬ bruciate dagli stessi indigeni, ā€œacquistateā€ dai contadini e dai coltivatori di riso qualche anno fa. Tuttavia, abbiamo trovato un popolo felice, con una grande determinazione ad andare avanti. Oggi vivono sulle loro terre, demarcate dal Governo, ma sanno che devono continuare a lottare, data l'instabilitĆ  degli organi governativi. Anche la sciamana signora Mariana ci ha accolto con canti e danze e ci ha detto che la cultura indigena ha un grande valore, perchĆ© ĆØ il contatto con Dio. La preghiera indigena ĆØ l'incontro tra tutta la natura e la persona. Esortava tutti i missionari: lavorate con fede e coraggio, lavorate con impegno. Un forte invito a proseguire il cammino di comunione nella condivisione della vita, nella Parola di Dio, nell’Eucaristia celebrata e infine in ogni missione/evangelizzazione realizzata.


Sia lodato Dio Pastore per l'opportunitĆ  di vivere questa esperienza, che ĆØ stata ed ĆØ un rinnovamento delle scelte di vita. Possiamo entrare con maggiore entusiasmo in questa realtĆ  della Chiesa che non ĆØ solo ā€œesenteā€, ma che cerca di avere una presenza costante con i diversi popoli e le diverse culture. Ogni realtĆ  che conosciamo ĆØ un grido e speriamo che questo non passi inosservato nella nostra missione con queste persone. Concludiamo con un discorso di Papa Francesco, che tra l’altro nutre un affetto speciale per questa realtĆ  amazzonica: ā€œSogno un’Amazzonia che lotti per i diritti dei più poveri, dei popoli originari, degli ultimi, affinchĆ© la loro voce sia ascoltata e la loro dignitĆ  sia promossa. (...) Sogno comunitĆ  cristiane capaci di impegnarsi e incarnarsi in Amazzonia, in modo tale da donare alla Chiesa nuovi volti con tratti amazzoniciā€.Ā (Papa Francesco)

Ā sr Eunice Grespan, sjbp


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