Missione popolare sulla Parola di Dio
- Suore Pastorelle
- 5 sept 2024
- 4 Min. de lectura
āATTRAVERSA LA VITAā
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Ā«Attraversa la vitaĀ» ĆØ il titolo della missione popolare sulla Parola di DioĀ vissuta dagliĀ animatori dellāequipe Sui passi di PaoloĀ della Famiglia Paolina con 16 giovani provenienti da diverse zone dellāItalia a Guardia Piemontese, in provincia di Cosenza, dalĀ 18 al 25 agosto 2024.

La prima parte della settimana è stata caratterizzata da momenti di riflessione, preghiera e formazione. Ripercorrendo alcuni episodi della vita di San Paolo ci siamo chiesti come attraversare i momenti della nostra vita, in particolare quelli più difficili e quale senso-direzione desideriamo dare al nostro camminare.
Attraverso varie attivitĆ e lāascolto di alcune testimonianze ci siamo interrogati su cosa significa essere missionari.
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Ricomponendo un puzzle con il volto di Gesù, abbiamo fatto memoria che, come dice Papa Francesco, Ā«Ciascuno di noi ĆØ una missione nel mondo, perchĆ© frutto dellāamore di Dio. Chi ama si mette in movimento, ĆØ spinto fuori da sĆ© stesso, ĆØ attratto e attrae, si dona allāaltro e tesse relazioni che generano vitaĀ».
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E partendo da questa consapevolezza nella seconda parte della settimana abbiamo animato diversi momenti di adorazione, di condivisione del Vangelo, di attivitĆ e giochi per bambini, giovani e adulti. Ā«Il Signore accende leĀ lampadine in avanti manĀ mano che si camminaā¦non spreca la luce⦠ma dĆ Ā sempre luce a tempoĀ opportunoĀ».Ā (Beato G. Alberione)
sr Irene Tollini, sjbp
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Le parole di alcuni giovani esprimono bene come lāesperienza ha illuminato il loro cammino:
«à possibile che andando incontro agli altri, correndo da una parte all'altra della città , tenendo una tabella di marcia impegnatissima, è possibile che facendo tutto ciò uno ritrovi se stesso?
Non posso non pormi questa domanda dal momento che, tornata dalla missione, ciò che mi è rimasto maggiormente non sono gli strascichi di stanchezza ma la serenità nel cuore. Ritorno a casa piena di volti, di storie, talvolta anche molto personali, delle persone che abbiamo incontrato, persone che forse desideravano in cuor loro essere incontrate da qualcuno, desideravano aprire il cassetto dei loro ricordi, delle loro paure, delle loro ferite, e di fronte a questo atto estremo di fiducia, non si può rimanere indifferenti. Abbiamo ascoltato, talvolta senza aggiungere altre parole. E questi incontri non ci hanno sottratto energia, anzi, ci hanno riempiti di gioia e di pace. Non sappiamo e non sapremo mai quale sarà l'effetto della nostra presenza lì, sarebbe presuntuoso pretendere di saperlo. Umilmente ci siamo messi al servizio di Dio, per qualche giorno siamo stati strumenti nelle Sue mani. Abbiamo seminato e aprendo le braccia verso il prossimo, abbiamo lasciato che Dio entrasse ancora di più dentro di noi. Abbiamo incontrato il prossimo ma abbiamo anche incontrato Dio e chi sa, magari anche il prossimo ha incontrato Dio». (Cecilia)
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Ā«La Missione popolare ĆØ stata il luogo in cui ho potuto riscoprire alcuni aspetti della mia vita spirituale, ma anche dove si sono aperti nuovi orizzonti e riflessioni, grazie ai miei compagni missionari e agli animatori della Famiglia Paolina. Tante erano le domande dentro di me, soprattutto sulla mia prospettiva di vita e sulla mia vocazione, di fronte alle quali le meditazioni mi hanno dato modo non di dare risposte, quanto piuttosto di capire in quale direzione orientare la mia vita per poter individuare quel āluogo in cui sono felice con Dioā. Tutto ciò rappresenta, secondo me, la base per poter andare incontro agli altri e testimoniare quello che realmente si percepisce, come lāamore di Dio per la propria vita, cosƬ da gettare il seme affinchĆ© possa fruttificare anche nella vita degli altri. Partecipare alla Missione ha quindi comportato per me una vera e propria conversione, grazie alla quale ho potuto sperimentare, assieme ai miei compagni, il coraggio della fede ed essere un poā più testimone di ciò che ha toccato e trasformato la mia vitaĀ». (Claudia)
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Ā«Sono partita con una frase di Chiara Lubich che risuonava in me: āAbbiate un cuore largo che ama tutti". I giorni di missione sono stati giorni privilegiati in cui poter iniziare e finire la giornata incontrando la Parola del giorno, non da sola, ma con altri giovani come me. Sono stati giorni in cui sperimentare che la Parola corre dove vuole e che io posso prestarle la mia timida voce per farla andare più veloce. Soprattutto ho visto davvero quel tesoro che il Signore continua ad affidarmi ogni giorno. Quella Chiesa che voglio amare e servire era lƬ, mi circondava, ed aveva inspiegabilmente bisogno di me. Non era solo nella Celebrazione Eucaristica, nella Parola, nellāAdorazione ma in modo particolare lƬ nelle persone che incontravo e da cui mi lasciavo incontrare. Il Signore sembrava dirmi: āVuoi servire e amare la Chiesa? Ecco chi ĆØ la Chiesa. Quelle persone, storie e desideri. Servirai e amerai Me in loro.ā Mi riporto a casa tanti nuovi fratelli e sorelle che, tra una camminata al mare o nel silenzio della notte, mi hanno raccontato parte della loro vita, i loro sogni e le loro fatiche. Torno con questo grande bagaglio da affidare continuamente al Signore! Un bagaglio che mi terrĆ unita a loro anche adesso che ognuno ĆØ nella propria casa dallāaltra parte dāItalia. Ecco allora che quella frase che risuonava in me ha assunto un significato particolare. Avere quel cuore largo significa incontrare e servire quei fratelli che il Signore mi pone accanto, scoprendo che ĆØ lƬ che mi sta aspettando e lƬ mi insegnerĆ ad amareĀ». (Lucia)

























